Se vogliamo discutere di prodotti amati o odiati “Made in Cupertino”, pochi di questi possono eguagliare il Power Mac G4 CUBE come scelta difficile da prendere, per tutti gli amanti del mondo Mac. Dopo un decennio dal suo debutto, quando Steve Jobs svelò il cubo al Macworld Expo nel luglio del 2000 a New York, questo computer continua a suscitare un appassionato dibattito tra detrattori e difensori.

Per la folla anti-cubo, questa macchina rappresenta l’apice di ciò che i detrattori di Apple consideravano all’epoca, il più grande errore dell’azienda: preferire la forma alla funzione e lo stile al potere. I fan del Cube erano altrettanto irremovibili sul fatto che la macchina fosse brillante e il suo design meraviglioso. Ancora oggi, un segmento cospicuo di utenti Mac considera il Cubo un classico di culto che fu semplicemente in anticipo sui tempi.

Ciò che non rappresenta però una questione di dibattito, è il successo commerciale del cubo, o più precisamente, il suo mancato successo. Il Cube G4 fu un flop per le casse di Apple. Nel gennaio 2001, Apple ammise di aver venduto solo un terzo del numero di computer previsti. Vendette soltanto 29.000 Cube tra l’ottobre e il dicembre 2000, rispetto ai 308.000 Mac piazzati nello stesso trimestre. Nel trimestre successivo, le vendite del cubo scesero addirittura a 12.000 unità. Apple cessò la produzione del Power Mac G4 Cube nel luglio del 2001, un anno dopo la sua presentazione.

Come mai i consumatori non acquistarono in massa il Cube G4? Dopo 10 anni dal suo epilogo, potrebbero essere quattro le ragioni principali per cui il Cube non è mai decollato.

La forma troppo innovativa per l’epoca

Come si potrebbe vendere un computer che non assomiglia a un computer? A chi si rivolge ? Questo è stato il problema più grande che Apple ha dovuto affrontare quando ha lanciato il Cube. Un computer così lontanamente innovativo, buttato lì fuori in una terra di generiche scatole beige, sarebbe anche potuto essere un monolite alieno arroccato su un trono di cristallo.
Gli estranei guardavano il Cube e vedevano cose diverse: un giocattolo sottodimensionato e troppo costoso o, in contrasto con l’iMac di ogni uomo antropomorfizzato, una scatola grigia ultra-geometrica emotivamente inaccessibile, sospesa in una prigione di vetro intoccabile.
Certo, ci sono persone con mentalità aperta che possono guardare oltre il design convenzionale, e apprezzare qualcosa di veramente unico. Un computer non ha bisogno di una faccia sorridente per essere bello. Queste persone purtroppo furono poche e distanti fra di loro. Non sono solo un minuscolo sottoinsieme della popolazione in generale, ma un sottogruppo nella flotta dei clienti Mac. Lo strano design del Cube ha limitato fin dall’inizio il suo mercato potenziale.
Nel caso qualcuno avesse optato per un cubo e lo avesse portato a casa, avrebbe dovuto trattarlo con cautela per conservare il suo aspetto perfetto. Il problema della realizzazione di qualcosa di intenzionalmente perfetto, è che non rimarrà tale nel tempo per causa d’utilizzo. Apple ha sempre avuto l’abitudine di creare dispositivi belli (solo se non li tocchi mai) e il Cube è in cima a questo elenco.

Il prezzo troppo alto

Se si voleva mettere le mani sul Cube, bisognava spendere circa 1799 dollari nel luglio del 2000, per il modello più economico. Quel modello veniva fornito con un processore G4 da 450 MHz, 64 MB di RAM, un disco rigido da 20 GB, un’unità DVD-ROM e un modem interno da 56 kbps. Era fanless e piccolo. Nel frattempo, un tower Power Mac G4 con specifiche quasi identiche ma con un processore da 400 MHz, costava circa 200 dollari in meno. Era ovvio fin dall’inizio che i potenziali clienti avrebbero dovuto pagare un premio per il design unico del Cubo, e non per le sue prestazioni.

Apple piazzava il G4 Cube in un mercato di fascia media, un passo avanti rispetto all’iMac e uno al di sotto dei più potenti Power Mac G4…non è andata proprio così. Solo pochi mesi dopo il lancio, gli analisti del settore rivelarono che gli utenti Mac di fascia alta erano in genere, quelli che lo amarono a prima vista. I fan più ricchi di Mac erano i più disposti a correre il rischio, di accaparrarsi una macchina costosa e non convenzionale con opzioni di configurazione e aggiornamento limitate. Se le persone avessero voluto un G4 a basso costo i clienti più pratici e senza soldi da buttare, avrebbero acquistato semplicemente il tower G4 con un costo inferiore di 200 dollari, per poterlo poi configurare successivamente a proprio piacimento.

All’epoca, i comuni PC Windows erano in grado di raggiungere velocità della CPU fino a 1 GHz, vendendo a costi molto inferiori. Apple combattè una dura battaglia sulla percezione dei consumatori, per dimostrare che i suoi processori G4 con clock inferiore potevano funzionare altrettanto bene ad un prezzo premium. The Cube fu lanciato nell’era pre-OS X e pre-iPod, e ora sappiamo che entrambi furono prodotti essenziali che portarono gli utenti PC, a riconsiderare la piattaforma Mac negli anni successivi.

Difetti estetici

Poco dopo il lancio di Cube, iniziarono a comparire su Internet da parte di clienti scontenti, lamentele relative ai difetti estetici sulla scocca in policarbonato trasparente di Cube. Alcune persone portarono a casa i loro nuovi Mac luccicanti, per poi riscontrare dopo solo poche settimane, strane “crepe” negli angoli e nella parte superiore del case.
Naturalmente la stampa amplificò il caso, trasformandolo in un incubo per le pubbliche relazioni di Apple, che si trovò a vendere un computer il cui fascino si basava in gran parte sull’estetica, ma che poi veniva descritta come irreparabilmente imperfetta. La risposta ufficiale di Apple all’epoca, fu che le micro crepe erano soltanto “linee di stampo”, artefatti normali del processo di produzione anche se i clienti si rifiutarono di credere ad una balla simile.
Probabilmente alcuni potenziali clienti furono spaventati dalla pubblicità negativa che circolava in quei tempi, considerando anche la difficoltà a sostenere l’elevato prezzo di acquisto (1799 dollari). Molti critici puntarono il dito proprio su questi due fattori…Il costo elevato e la cattiva pubblicità.

Possibilità di espansione limitate

Certo, aprire un Cube era abbastanza semplice. Per aprilo, bastava tirar fuori la maniglia sulla parte inferiore, ed estrae il nucleo della macchina dalla scocca. Da lì, si accedeva facilmente ai tre slot RAM e si poteva aggiungere una scheda Airport. Tuttavia, non esistevano altre opzioni per aggiornare il sistema.

Durante la progettazione di questo computer compatto, Apple sacrificò naturalmente un po ‘di aggiornabilità, per spremere tutto in un cubo di 8x8x8 pollici. non c’erano gli slot PCI della linea tower Power Mac G4 che avrebbero aiutato gli utenti a gestire qualsiasi cosa, dalla produzione audio professionale all’editing di filmati tramite hardware plug-in. Inoltre, la scheda video del Cube (incastonata in un singolo slot AGP) fu riprogettata per adattarsi in spazi ristretti. Di conseguenza, poche schede video degne di aggiornamento si adattarono al piccolo telaio della macchina.

L’interno del cubo offriva spazio per un solo disco rigido, quindi qualsiasi hard disk aggiuntivo poteva essere soltanto esterno. E il mercato delle unità esterne non era affatto come lo è oggi: le opzioni utente relative alle unità USB e Firewire erano molto limitate nel 2000.

Ironia della sorte, la sfida di aggiornare questa strana macchina di Apple, è ciò che guida i fan del Cube dei giorni nostri. Per anni, si sono dilettati in impressionanti aggiornamenti, aggiungendo ventole e persino adattando lo chassis interno del Cube, in contenitori cubici più grandi per ospitare schede grafiche migliori. Questo è lo spirito che alimenta la fantasia di un fan irriducibile di Cube. Dopotutto, quelle poche persone che hanno effettivamente comprato questo computer, lo adorano fino alla morte.

Gianluca Fasoli

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