Apple pronta a sborsare 500 milioni di dollari…

Nel mese di marzo Apple ha accettato di pagare 500 milioni di dollari per risolvere la famosa causa legale, dove l’azienda di Cupertino fu accusata di “limitare segretamente” i vecchi modelli di iPhone. Ora l’accordo è stato approvato in via preliminare da un giudice.

Secondo la Legge 360 degli Stati Uniti d’America, il giudice distrettuale Edward J. Davila, in un’audizione tramite video conferenza ha fornito l’approvazione preliminare alla proposta di Apple, ma ha affermato che desidera prorogare il termine per quanto riguarda l’approvazione finale, a causa della crisi pandemica in corso. Gli avvocati di Apple sono stati incaricati di proporre una nuova data per l’audizione di approvazione, che quasi sicuramente avrà luogo a dicembre.

Se l’accordo verrà approvato, metterà fine a dozzine di azioni legali scagliate contro Apple successivamente consolidate in un’enorme class action nel maggio 2018. Le azioni legali sono state intentate contro Apple, colpevole di aver introdotto nel proprio iOS, un codice per limitare le prestazioni di alcuni vecchi modelli ‌iPhone. L’accusa puntava al fatto che le batterie chimicamente ormai vecchie, non erano più in grado di supportare la piena potenza dei nuovi iOS (che portavano volutamente al massimo la potenza del processore) e quindi non più in grado di mantenere una giusta autonomia, e soggetti continuamente a spegnimenti inaspettati.

Apple nel 2017 rilasciò iOS 10.2.1 includendo un software di gestione delle prestazioni con limitazione incorporata, ma fece un piccolo accenno al cambiamento nelle note di rilascio del software. Chi si accorse di questa anomalia fu il fondatore di Primate Labs John Poole quando notò che i punteggi di riferimento erano inferiori al previsto. Ci fu un clamore pubblico massiccio, dopo che fu accertata la colpevolezza di Apple, nel limitare le prestazioni dei propri smartphone.

Apple si scusò per questa mancata comunicazione, lanciando un programma per la sostituzione della vecchia batteria, al prezzo di 29 dollari (promozione valida per tutto il 2018). Poiché la limitazione si attivava quando la batteria del proprio iPhone era degradata, la sostituzione risolveva efficacemente il problema.

In iOS 11.3 Apple introdusse una nuova funzionalità che consentiva agli utenti di vedere lo stato di salute delle proprie batterie, e disattivò la funzionalità di gestione delle prestazioni come impostazione predefinita, fino a quando non si fosse verificato un arresto imprevisto. Pur accettando di risolvere il caso, Apple affermò in buona fede di non aver violato la legge.

Se questa proposta verrà approvata, la transazione consegnerà 25 dollari a tutti gli utenti ‌iPhone‌ interessati nella class action. L’importo potrebbe aumentare o diminuire a seconda delle spese legali e del valore complessivo dei crediti approvati. Se i pagamenti, le spese legali e le spese varie non ammonteranno ad almeno 310 milioni di dollari, i membri della class action potrebbero ricevere fino a 500 dollari.

La causa coinvolge tutti i proprietari di iPhone‌ 6, 6 Plus, 6s, 6s Plus, 7, 7 Plus e SE, e che utilizzano iOS 10.2.1 o versioni successive o iOS 11.2 o versioni successive, e che gestivano queste versioni di iOS prima del 21 dicembre 2017, acquistati negli Stati Uniti.

Gianluca Fasoli

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