iMac G3 arrivò per salvare Apple dal baratro

15 agosto 1998: iMac G3 – il rilancio di Macintosh dai colori lucidi e vivaci !- Un pubblico rabbioso aspetta il lancio sul mercato !

Questo fu uno dei titoli più forti relativi al lancio del mitico iMac G3 sul mercato. Primo importante prodotto di Steve Jobs da quando tornò alla Apple, iMac era già pronto per Internet…questo dettaglio consolidava la leggendaria attitudine del lungimirante visionario Steve Jobs. Inoltre introdusse al mondo il talentuoso designer Jony Ive, salvando di fatto Apple, dal baratro.

iMac G3: computer di un altro pianeta

In un mare di scatole beige, il colorato iMac ritagliò uno stile che nessun altro computer possedeva. “Sembra che provenga da un altro pianeta”, disse Jobs in quel momento. “Un bel pianeta. Un pianeta con designer migliori “.

Quel designer era, ovviamente, Ive. Jony lavorava in Apple da diversi anni (uno dei suoi primi progetti fu la linea di prodotti Newton Message Pad). Ma iMac G3 fu l’espressione più pura della sua creatività, creando soprattutto un legame tra lui e Jobs, che durò fino alla morte del co-fondatore di Apple nel 2011.

Inizialmente l’iMac G3 era disponibile in una sorta di Bondi Blue verde mare (dal nome dell’acqua in una spiaggia australiana). La linea di prodotti fu successivamente ampliata per includere una vasta gamma di colori e motivi.

Il suo design traslucido e plastificato mi ha sempre colpito, grazie al suo stile leggermente retrò, ma incredibilmente futuristico. Questa scelta ebbe perfettamente senso in un decennio come quello degli anni ’90, quando la gente viveva ancora la nostalgia per gli anni ’60, ma non vedeva l’ora di scoprire il nuovo millennio.

L’iMac fu creato su misura per Internet

In termini di specifiche, l’originale iMac vantava un processore PowerPC 750 (G3) a 233 MHz, 32 MB di RAM, un disco rigido EIDE da 4 GB e una scelta di grafica ATI Rage IIc con 2 MB di grafica VRAM o ATI Rage Pro Turbo con 6 MB di VRAM.

Tecnologicamente, questo non fu un grosso passo avanti rispetto a quello che Apple aveva fatto in passato o a quello che altre aziende stavano facendo in quel momento. La grande differenza dell’iMac – aspetto a parte – era che fu progettato per essere un computer pronto totalmente per Internet. Era dotato di un modem 56K incorporato, in un momento in cui la maggior parte dei computer li includeva solo come extra opzioni. Inoltre prometteva ai clienti l’accesso al World Wide Web in pochi minuti dalla prima accensione del computer.

Apple ricevette 150.000 pre ordini per iMac precedentemente al suo lancio. Questa premessa portò il prezzo delle azioni Apple alle stelle, superando i 40 dollari cadauna…il più alto rispetto agli anni precedenti. L’iMac G3 beneficiò anche di un massiccio budget pubblicitario di ben 100 milioni di dollari. Il dipartimento PR dell’azienda dichiarò che sarebbe stato il più grande lancio di un computer nella storia di Apple.

Le prime recensioni di iMac G3 furono un disastro.

Considerando quanto oggi sia ricordata con affetto la macchina e quale importante svolta abbia rappresentato per Apple, una delle cose più sorprendenti del primo iMac, fu che ricevette molte recensioni negative quando venne lanciato per la prima volta.

“L’iMac verrà acquistato soltanto da alcuni patiti”, diceva una rassicurante recensione del The Boston Globe. “L’iMac non include un floppy disk per eseguire backup di file o condividere dati. È un errore sorprendentemente grossolano di Jobs, che avrebbe dovuto imparare la lezione… L’iMac è pulito, elegante, privo di floppy e condannato a fallire”.

Altre recensioni lamentavano una mancanza di compatibilità con Windows (e quindi di una possibile mancanza di software compatibile). Molti altri invece evidenziarono un prezzo relativamente alto dell’iMac, anche se la nuova macchina aveva un costo notevolmente inferiore rispetto ad altri computer Apple.

La critica più legittima fatta su questo computer, fu la scelta del suo terribile mouse “disco da hockey” che diventò lo zimbello di Cupertino per molto tempo, tuttavia, l’iMac G3 ebbe un enorme successo. Apple prese in prestito il suo stile di design vincente e l’attenzione nei confronti di Internet, per creare il nuovo laptop iBook a conchiglia.

Gianluca Fasoli

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